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mercoledì 29 dicembre 2010

La diffusione di android: questo sconosciuto!

Nel maggio 2009 ho acquistato dal sito web della vodafone (era l'unico metodo) uno smartphone HTC Magic con Android 1.6 come sistema operativo. Da poche settimane, Google aveva lanciato in Italia (con l'HTC Dream) i suoi dispositivi equipaggiati con questo nuovo sistema operativo. Ma nessuno ne era a conoscenza.
C'era però chi come me, attendeva con impazienza il momento per provare quello che poi sarebbe diventato il rivale di IOS (Iphone).
Fin dalle prime volte che l'ho utilizzato, ho capito che era di gran lunga superiore ad Iphone (anche se nelle ultime versioni ha cercato di mettersi al passo), ma non capivo come mai chiunque vedesse il mio smartphone mi chiedesse: "è l'Iphone?". Ed io: "no, è Android, secondo me molto meglio...".
Era curioso vedere il volto stupito ed incredulo del mio interlocutore, il quale lasciava intendere che ovviamente non sapeva cosa fosse questo Android, ma che comunque non credeva al fatto che fosse non dico migliore, ma almeno al livello di IOS.
Di questa mancanza di informazione attribuisco la maggior parte della responsabilità alla scelta di google di non pubblicizzare il suo prodotto.
Inizialmente non capivo come mai, un sistema operativo con queste potenzialità, non fosse stato assolutamente diffuso sui media, per più di un anno.
Sulla base dei risultati delle vendite attuali (Android che supera IOS), ed avendo intuito, in parte, le strategie di marketing di google utilizzate anche per altri prodotti, ho capito che Android, come tutti i prodotti google, non ha bisogno di essere pubblicizzato (cosa che certamente aiuta), ma si vende da solo. Quando una cosa funziona bene, costa poco ed è utile, state certi che si diffonderà anche con il solo passaparola.
Ma vengo all'aspetto che forse più mi compete, quello tecnico.
Innanzitutto c'è da dire che Android è un sistema operativo che si basa su kernel Linux. Per chi non lo sa, Linux è un sistema operativo come Windows e Mac, ma a differenza di questi è open source. Ciò significa che viene sviluppato da una grande comunità di appassionati, e che può essere usato, modificato e rivenduto liberamente da tutti noi.
Questa caratteristica è fondamentale per la scelta del sistema operativo che si vuole utilizzare, la considero una filosofia di vita.
Io infatti, faccio una distinzione in due categorie di utenti:
  • coloro che non badano a spese, non vogliono avere problemi con il computer/smartphone, badano molto all'estetica e dell'open source non gliene importa nulla;
  • chi ci tiene a contribuire alla diffusione di sistemi tecnologici liberi, non vuole spendere soldi ed è disposto a "smanettare" un po' di più con i suoi dispositivi.
Come è facilmente intuibile, IOS (Iphone) è adatto alla prima categoria di utenti, Android alla seconda.
Da questa distinzione già si capisce che Android:
  • costa molto meno;
  • è liberamente modificabile per adattarlo alle proprie esigenze;
  • la maggior parte delle applicazioni presenti nel suo market sono gratuite.
Ci sarebbero altre considerazioni da fare, come ad esempio la differenza riguardo il multitasking, la navigazione web, le notifiche push ecc... che magari tratterò in un altro articolo. Spero solo di aver suscitato in voi la curiosità di provare uno smartphone Android, cosa che credo già stiate facendo in molti senza nemmeno saperlo.
Concludo assicurandovi che non sono stato pagato da google per scrivere questo articolo, ma se volesse farlo, accetto volentieri ogni ricompensa :-)

venerdì 26 novembre 2010

L'HTML... questo sconosciuto!

Bisogna partire sempre dalle cose più semplici per poi fare le più complesse.
Eppure vedo che ancora oggi, giunti ormai alla 5a versione dell'HTML, c'è chi non conosce a fondo questo linguaggio (e lavora nel settore della programmazione web). Per non parlare poi dei CSS!
Ad esempio, la maggior parte dei programmatori che scrivono pagine web, non sa che con l'html ed i fogli di stile è possibile creare degli effetti grafici senza fare uso delle immagini...
Per non parlare, poi, di quegli accorgimenti che andrebbero presi per fare in modo che i documenti web siano accessibili anche ai disabili, o semplicemente siano consultabili più facilmente.
Insomma, per creare un buon sito si deve partire da un buon codice HTML, nonostante questo linguaggio sia sempre sottovalutato.
Ma tanto ormai si fa uso solo di CMS...

domenica 7 novembre 2004

Il web malato

Chi programma per passione, lo fa minuziosamente, facendo attenzione ad ogni singola riga di codice, ma anche all'effetto che si ottiene, e quindi al risultato finale.
Chiunque, oggigiorno, può realizzare un sito web con un editor visuale (WYSIWYG) messo a disposizione ad esempio dalla Microsoft o dalla Macromedia, e purtroppo ci sono tanti pseudo webmasters che si improvvisano in questo modo.
È per questo che esiste quello che io definisco il "web malato", e cioè il web composto da, ad esempio, siti internet che si visualizzano correttamente solo su un browser (ad esempio Internet Explorer), oppure siti web in cui si fa eccesso di animazioni e tecnologie "alternative" arrecando solo fastidio all'utente che li visita, o ancora i siti web che non sono usabili ed accessibili.
È pur vero che spesso il problema nasce dal cliente il quale non ha la minima coscienza di questi ultimi due aspetti del web che ho citato. Egli spesso, prende in considerazione la parte estetica, ciò che piace a lui, senza tener presente che ad esempio:
  • le pagine intro sono inutili al visitatore;
  • i testi che scorrono o si muovono, impediscono una buona concentrazione per la lettura del sito;
  • le animazioni flash, per essere visualizzate hanno bisogno del relativo plug-in, ed appesantiscono le pagine;
  • la posizione del menu e del contenuto del sito vanno scelti con precisione per facilitare la navigazione dell'utente, sopratutto quello inesperto.
e molto altro ancora...
Ma come si dice... il cliente va sempre accontentato. Ovviamente dopo avergli illustrato quali sono le controindicazioni di ciò che chiede.